Come evitare i selfie sexy? «I genitori siano d’esempio»

da "20 minuti", 01.02.2016

 A scuola si fa prevenzione. Ma non è sufficiente. Ne abbiamo parlato con Aline Esposito della Croce Rossa Svizzera.

«Per i giovani è sempre più difficile comprendere la differenza tra sfera pubblica e privata». Dopo il recente caso delle numerose immagini hot di ragazze ticinesi finite online, parliamo di prevenzione con Aline Esposito, docente, mediatrice e responsabile del progetto «Sai del bullismo? – se sai non fai» di Croce Rossa Svizzera sezione del Sottoceneri. Da sei anni porta il tema nelle scuole ticinesi.

Ma il solo confronto con gli allievi non è sufficiente: «La prevenzione deve passare soprattutto dai genitori». Sì, perché i giovani prendono esempio da loro: la generazione adulta, che a sua volta è sempre più connessa. «Il comportamento online dei genitori è fondamentale perché i figli comprendano il valore di determinate immagini». È invece difficile ottenere tale risultato, quando gli stessi genitori pubblicano sui social network foto su foto dei loro ragazzi. Dal primo giorno di scuola allo scatto in spiaggia: spesso tutto diventa pubblico. «Bisogna invece far crescere i figli con la consapevolezza che il proprio corpo vale più di una foto online». Ma qual è poi il passo che porta alle foto osé? «Il giovane erroneamente comprende che il suo lato fisico è pubblico». E, a volte, lo utilizza per sentirsi parte delle esperienze del gruppo. Si parla della cosiddetta «Fear of missing out», ossia la paura di perdersi il momento. «Nei ragazzi aumenta la convinzione che debbano dare un contributo per sentirsi parte. E allora osano». Ed è così che gli scatti diventano osé. Scatti che sono, inoltre, illegali: «La creazione e diffusione di tale materiale fotografico e video è vietata ed è punibile » conclude Esposito.

PATRICK STOPPER